IQNA

Martirio nel Corano - 2

Martiri e vita eterna

23:59 - May 23, 2024
Notizie ID: 3490338
Tehran-Iqna- Il Sacro Corano sottolinea che la parola morte non dovrebbe essere usata per i martiri perché essi vivono una vita eterna

Martiri e vita eterna

 

Il Sacro Corano sottolinea che la parola morte non dovrebbe essere usata per i martiri perché essi vivono una vita eterna.

In alcuni versetti del Corano vengono lodati coloro che vengono uccisi sulla via di Dio. (versetto 154 della Surah Al-Baqarah, versetto 169 della Surah Al Imran, versetto 74 della Surah An-Nisa, versetto 111 della Surah At-Tawba).

Ad esempio, nel versetto 74 della Surah An-Nisa, Dio dice: “Coloro che vogliono barattare la vita terrena con la vita eterna, combattano sulla via di Allah. Chiunque combatta sulla via di Allah sia che venga ucciso sia che prevalga (dul nemico), riceverà da Noi una grande ricompensa”.

In tutto nel Corano ci sono dieci versetti in cui si parla di coloro che vengono uccisi sulla via di Dio con riferimenti a questioni come la vita dei martiri, il loro rizq (sostentamento), il perdono dei loro peccati, la loro beatitudine e il fatto di entrare nella misericordia di Dio.

Nel versetto 154 della Surah Al-Baqarah, il Corano sottolinea che la parola morte non deve essere usata per i martiri: “Non dite che coloro i quali vengono uccisi sulla Via di Allah sono morti; essi sono vivi, anche se non ne siete consapevoli”.

Il martirio non è un tipo di morte, ma è una forma di sublime comprensione della vita, che non è possibile per le persone legate in maniera eccessiva alle questioni mondane.

Infatti un martire, sia durante la sua vita terrena che dopo, percorre il cammino della perfezione verso Dio ed è sempre nello stato eterno di Hayat Tayyiba (vita pura o serena).

In un altro versetto Dio sottolinea che i martiri godono di tutte le caratteristiche della vita: “Non considerate morti coloro che sono stati uccisi per la causa di Dio. Sono vivi con il loro Signore e ricevono sostentamento da Lui”. (versetto 169 della Sura Al Imran)

Martiri e vita eterna

 

Il Sacro Corano sottolinea che la parola morte non dovrebbe essere usata per i martiri perché essi vivono una vita eterna.

In alcuni versetti del Corano vengono lodati coloro che vengono uccisi sulla via di Dio. (versetto 154 della Surah Al-Baqarah, versetto 169 della Surah Al Imran, versetto 74 della Surah An-Nisa, versetto 111 della Surah At-Tawba).

Ad esempio, nel versetto 74 della Surah An-Nisa, Dio dice: “Coloro che vogliono barattare la vita terrena con la vita eterna, combattano sulla via di Allah. Chiunque combatta sulla via di Allah sia che venga ucciso sia che prevalga (dul nemico), riceverà da Noi una grande ricompensa”.

In tutto nel Corano ci sono dieci versetti in cui si parla di coloro che vengono uccisi sulla via di Dio con riferimenti a questioni come la vita dei martiri, il loro rizq (sostentamento), il perdono dei loro peccati, la loro beatitudine e il fatto di entrare nella misericordia di Dio.

Nel versetto 154 della Surah Al-Baqarah, il Corano sottolinea che la parola morte non deve essere usata per i martiri: “Non dite che coloro i quali vengono uccisi sulla Via di Allah sono morti; essi sono vivi, anche se non ne siete consapevoli”.

Il martirio non è un tipo di morte, ma è una forma di sublime comprensione della vita, che non è possibile per le persone legate in maniera eccessiva alle questioni mondane.

Infatti un martire, sia durante la sua vita terrena che dopo, percorre il cammino della perfezione verso Dio ed è sempre nello stato eterno di Hayat Tayyiba (vita pura o serena).

In un altro versetto Dio sottolinea che i martiri godono di tutte le caratteristiche della vita: “Non considerate morti coloro che sono stati uccisi per la causa di Dio. Sono vivi con il loro Signore e ricevono sostentamento da Lui”. (versetto 169 della Sura Al Imran)

Una delle caratteristiche della vita è avere sostentamento e i martiri ne beneficiano nella forma più alta.

Quindi questi versetti dissipano due concezioni errate e ci ricordano che i martiri non muoiono ma sono vivi e hanno una forma di vita più sublime. Difatti, godono di un Hayat Tayyiba e ricevono uno speciale rizq da Dio, l'Onnipotente.

 

 

 

https://iqna.ir/en/news/3488450

captcha