
Dopo la battaglia di Uhud, quasi ogni famiglia a Medina portava i segni dei feriti e dei martiri. Ciononostante, il versetto 137 della Surah Al Imran non si sofferma sull’analisi degli eventi della battaglia ma piuttosto cerca di instillare un'intera visione del mondo.
Il versetto inizia con: “Prima di voi, ci sono state vie e leggi divine. Percorrete la terra e osservate quale fu la fine di coloro che negarono la verità”. Prosegue quindi: “Non vi scoraggiate e non vi affliggete, poiché siete i superiori, se siete veramente credenti”.
In altre parole, non vacillate nell’obbedire al comando di Dio né nello sforzo contro il nemico, non rattristatevi per le difficoltà e le avversità che vi colpiscono, poiché se siete credenti, siete sotto la grazia di Dio .
Naturalmente ogni battaglia comporta preoccupazioni, prove e difficoltà. Per questo, il Corano aggiunge: “Se le ferite vi hanno colpito, ferite simili hanno colpito gli altri (i vostri nemici)”. È come un corridore che si sente esausto ma realizza che anche le forze dei suoi rivali si stanno esaurendo.
Una visione del tempo a breve termine, istantanea, conduce o alla disperazione o all’arroganza, come viene osservato: “E che l’ingannatore non vi tragga in inganno riguardo a Dio”. Il meccanismo correttivo qui presentato è un invito a passare da una visione momentanea a una visione orientata al processo in divenire.
Per percepire la via divina, si deve ampliare il proprio orizzonte. Un punto di vista basato sul processo non genera più disperazione, ma piuttosto speranza e crea opportunità.
Il Corano dichiara inoltre: “Questi giorni li alterniamo tra gli uomini.” Significa che Dio fa alternare i giorni di fortuna e sfortuna tra gli esseri umani. L’alternanza tra facilità e difficoltà tra le persone è una legge divina, talvolta riflessa nella lotta interiore tra fede e satana all’interno di una società, e talvolta manifestata nell’ordine globale, persino nell’arco di secoli.
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