
Nel corso di un incontro con il Ministro dell'Interno del Pakistan, Syed Mohsin Naqvi, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha definito la continuità e l'approfondimento della cooperazione bilaterale un passo in linea con gli interessi comuni delle due nazioni e dell'intero blocco dei Paesi islamici. «I Paesi islamici devono muoversi verso l'unità e la convergenza basandosi sui punti in comune religiosi, culturali e strategici», ha affermato. «Quanto più si rafforza la coesione della Ummah islamica, tanto più diminuirà la possibilità di ingerenza e di aggressione da parte delle potenze extra-regionali e del regime sionista nella regione».
Sottolineando la politica di principio della Repubblica Islamica dell'Iran volta allo sviluppo di relazioni amichevoli con i Paesi vicini, in particolare con gli Stati che si affacciano sul Golfo Persico, Pezeshkian ha precisato: «La Repubblica Islamica desidera relazioni cordiali, stabili e basate sul buon vicinato con i Paesi islamici della regione. Tuttavia, gli Stati Uniti e il regime sionista hanno sempre cercato di mettere i Paesi islamici gli uni contro gli altri attraverso progetti divisivi e creando sfiducia».
Il presidente iraniano ha poi avvertito: «I grandi Paesi del mondo islamico devono preparare il terreno per l'istituzione di una pace, una sicurezza e una stabilità durature rafforzando la cooperazione e le interazioni regionali; all'ombra dell'unità e della convergenza islamica, infatti, il regime sionista non oserà mai attaccare o aggredire i Paesi islamici».
Da parte sua, il Ministro dell'Interno pakistano Syed Mohsin Naqvi ha posto l'accento sulla profondità dei legami storici, culturali e popolari tra Iran e Pakistan. «Teheran e Islamabad hanno sempre intrattenuto relazioni strette e fraterne, e oggi questi legami si sono rafforzati più che in passato», ha dichiarato. «Il popolo pakistano nutre profondo affetto e rispetto per il popolo iraniano e speriamo di poter sviluppare ulteriormente il livello delle relazioni e della cooperazione bilaterale alla luce della volontà dei leader dei due Paesi».
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