IQNA

23:32 - March 31, 2019
Notizie ID: 3483839
Rabat-Iqna- Papa Francesco si è unito al re Mohammed VI del Marocco nella dichiarazione in cui la città di Gerusalemme (Al-Quds) viene definita come "simbolo di convivenza pacifica" per cristiani, ebrei e musulmani

Papa, re marocchino Dichiara il

Il capo della Chiesa cattolica, Papa Francesco, ha iniziato sabato il suo viaggio in Marocco, in quella che è considerata la seconda visita di un Pontefice nel paese arabo.

Nel corso della visita il Papa ha incontrato le massime autorità istituzionali e religiose del paese nordafricano, tra cui il re del Marocco Mohammed VI.

Secondo quanto dichiarato dai media locali, il leader spirituale dei 1,3 miliardi di cattolici del mondo è stato invitato dal sovrano per approfondire il tema del dialogo interreligioso  tra Islam e Cattolicesimo.

Il Papa e Mohammed VI, in una dichiarazione congiunta, hanno convenuto sul fatto che la città di Gerusalemme debba essere considerata come patrimonio comune dell'umanità, ed in modo particolare delle tre fedi monoteistiche.

"Il carattere multireligioso, la dimensione spirituale e la particolare identità culturale di Gerusalemme devono essere protetti e promossi", hanno dichiarato il Pontefice ed il re del Marocco.

Il sovrano arabo presiede un comitato speciale creato dall'Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC) con il compito di salvaguardare e ripristinare il patrimonio religioso, culturale e architettonico di Gerusalemme.

La dichiarazione congiunta è arrivata dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha riconosciuto la città santa come capitale del regime sionista. Decisione che ha scatenato la rabbia e l'indignazione di tutto il mondo musulmano, in particolare dei palestinesi, che vedono Gerusalemme come la capitale del loro futuro stato.

Il miglioramento dei rapporti con le altre religioni è stata una delle priorità del Pontefice argentino sin dall'inizio del suo papato.

Rivolgendosi a migliaia di marocchini che hanno sfidato la pioggia per partecipare alla cerimonia di benvenuto nella capitale Rabat, Francesco ha affermato che è "essenziale opporsi al fanatismo".

Egli ha sottolineato la necessità di "un'adeguata preparazione delle future guide religiose", in modo da scongiurare il rischio di derive estremiste. 

"Quello che i terroristi hanno in comune non è la religione, ma è proprio l'ignoranza della religione. E' ora che la religione non sia più un alibi per questa ignoranza, per questa intolleranza", ha detto il Papa dinanzi alle dodicimila persone presenti in piazza che ascoltavano da vicino il suo discorso.

Il Pontefice si è in seguito recato, accompagnato da Mohammed VI, presso un istituto religioso in cui circa 1300 seminaristi stanno studiando per diventare imam e guide religiose. Due studenti, un francese e un nigeriano, hanno preso la parola in rappresentanza di tutti gli allievi, spiegando al Papa gli obiettivi e le linee guida dell'istituto basati su un'interpretazione corretta e moderata dell'Islam. 

Il giorno successivo Papa Francesco ha celebrato in uno stadio di Rabat la messa di domenica, alla presenza di diecimila persone.

Questa è la seconda volta che un Pontefice si reca al paese nordafricano dopo la visita del 1985 di Giovanni Paolo II. I cattolici sono una piccola minoranza in Marocco, dove il 99 percento della popolazione è di fede islamica.

 

 

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