
Un cardinale cattolico nigeriano ha criticato il governo di Abuja per aver messo al bando il Movimento islamico della Nigeria (IMN).
Il bando è arrivato all'inizio di questa settimana dopo che un tribunale ha stabilito che il governo potrebbe classificare il gruppo islamico sciita come "organizzazione terroristica".
Il cardinale Onaiyekan di Abuja ha denunciato la mossa, affermando che ciò costituisce un pericoloso precedente per tutte le minoranze religiose.
Parlando con la Radio Vaticana, il cardinale Onaiyekan ha affermato che la repressione del governo non è solo ingiusta, ma è anche una mossa che crea un preoccupante precedente per la libertà religiosa nel Paese.
"Nessuno è al sicuro: oggi sono gli sciiti, domani potremmo essere anche noi cattolici", ha detto.
Il cardinale Onaiyekan ha spiegato che recentemente la questione dei musulmani sciiti è diventata un problema per il governo.
Secondo il prelato i seguaci dell'IMN protestano per chiedere il rilascio del loro leader, Ibrahim Zakzaky, che si trova in carcere da circa quattro anni.
Varie sentenze di tribunali, ha osservato, hanno ordinato la sua liberazione ma il governo ha rifiutato di obbedire a tali sentenze.
Il religioso cristiano ha aggiunto che gli sciiti tengono proteste quasi quotidiane nelle strade di Abuja da oltre un mese.
"Secondo la mia comprensione, le proteste sono sempre state pacifiche e non le abbiamo mai viste armate. Eppure i soldati del governo e la polizia li hanno attaccati con armi da fuoco".
I media hanno riferito che almeno 20 membri del gruppo islamico sciita sono stati uccisi la scorsa settimana durante le manifestazioni.
Quanto a noi cattolici, ha detto il cardinale, siamo profondamente preoccupati per questo sviluppo: “Se il governo può influenzare una corte per dichiarare fuori legge un gruppo religioso, allora nessuno è al sicuro - oggi sono gli sciiti, domani potremmo essere anche noi cattolici “.
Sottolineando che la Chiesa cattolica non ha ancora avuto una risposta ufficiale alla situazione, ha detto che si aspetta che presto arrivi: "Personalmente la mia posizione è che non possiamo tacere e permettere a questo genere di cose di continuare".