
Il 31 agosto ricade il 41° anniversario del rapimento dell'Imam Musa Sadr, leader religioso sciita e fondatore del movimento politico libanese Amal.
Lo scorso anno in questo giorno il primo ministro libanese Saad Hariri descrisse l'Imam Musa Sadr come una guida spirituale che dedicò la sua vita alla difesa del Libano.
“Ricordiamo un leader spirituale che si è dedicato a difendere il Libano e la convivenza tra i suoi figli. La sua scomparsa è una causa che riguarda tutti i libanesi ”, ha twittato Hariri nell'agosto 2018, in occasione del 40° anniversario della scomparsa in Libia del religioso e di due suoi compagni.
L'Imam Musa Sadr e i suoi due compagni Mohammed Yaqoub e Abbas Badreddin furono rapiti nell'agosto 1978 durante una visita ufficiale nella capitale libica, Tripoli. In quell'occasione Sadr avrebbe dovuto incontrare funzionari del governo del dittatore libico Muammar Gheddafi.
I tre non furono mai più visti e il loro destino è ancora oscuro anche dopo il rovesciamento del regime di Gheddafi nel 2011. Il regime non riconobbe mai la responsabilità del rapimento del leader religioso sostenendo invece la tesi secondo cui Sadr avrebbe lasciato Tripolo su un volo in direzione Roma.
Il governo italiano ha però respinto tale ricostruzione. Posizione confermata anche dalla presenza di diverse prove che attestano l'avvenuta scomparsa del leader sciita proprio durante la permanenza a Tripoli
Musa Sadr proveniva da una famiglia di origini iraniane della zona di Jabal Amel nel sud del Libano. Egli stesso risiedette molti anni della sua vita in Iran, dove studiò al seminario islamico di Qom.
E' considerato come uno dei più influenti leader politici e religiosi della storia recente libanese la cui eredita è oggi rivendicata dai movimenti sciiti libanesi Amal e Hezbollah. Agli occhi di molti Musa Sadr è considerato un martire.