
La città di Malmo è stata attraversata da un'ondata di scontri e tensioni a causa del gesto islamofobo di diversi attivisti di estrema destra.
Diverse centinaia di manifestanti sono scesi per le strade della città per protestare contro la profanazione del Sacro Corano da parte di alcuni esponenti di movimenti xenofobi locali.
Venerdì mattina, un gruppo di sostenitori del politico danese di estrema destra Rasmus Paludan, avevano organizzato una manifestazione a Malmo, dando alle fiamme una copia del Corano.
L'idea di dare fuoco al Corano era partita dallo stesso Paludan, leader del partito xenofobo danese Stram Kurs, che aveva annunciato nelle scorse settimane la sua intenzione di recarsi in Svezia per dare alle fiamme una copia del Corano in quella che aveva definito un gesto per la difesa del popolo svedese contro l'immigrazione islamica.
Le autorità svedesi avevano proibito al politico xenofobo di recarsi in Svezia. Divieto ignorato però da Paludan, che gli è costato l'arresto da parte della polizia di Malmo. Nonostante ciò diversi suoi sostenitori si sono dati appuntamento nelle strade di Malmo organizzando un incontro in cui hanno dato alle fiamme una copia del Sacro Corano.
Secondo la polizia e i media locali, in seguito al gesto islamofobo circa 300 persone tra residenti musulmani ed attivisti anti razzisti sono scese per le strade in segno di protesta contro la profanazione del Libro Sacro islamico.
La polizia locale ha annunciato di aver arrestato diverse persone negli scontri che hanno accompagnato le manifestazioni. Arrestati anche 3 attivisti xenofobi che avevano partecipato alla profanazione del Corano, con l'accusa di istigazione all'odio razziale.
Rasmus Paludan non è nuovo a gesti di carattere anti islamici dall'alto impatto mediatico. L'anno scorso il politico islamofobo aveva attirato l'attenzione dei media in Danimarca per aver insultato la comunità islamica e per aver dato alle fiamme una copia di Corano avvolta nella pancetta di maiale.
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