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Cambogia: musulmani esentati da ordine di cremazione vittime COVID

23:57 - March 11, 2021
Notizie ID: 3486023
Tehran-Iqna- I musulmani saranno esentati dall'obbligo decretato dal governo della Cambogia di cremare i corpi di tutte le persone morte a causa del Covid-19

Cambogia: musulmani esentati da ordine di cremazione morti per COVID

I musulmani saranno esentati dall'obbligo decretato dal governo della Cambogia di cremare i corpi di tutte le persone morte a causa del Covid-19.

Il primo ministro Hun Sen, che aveva annunciato l'ordine di cremazione il giorno prima, ha detto che i musulmani residenti nel paese potranno seppellire i loro morti "secondo le loro tradizioni e costumi".

In base al comunicato del governo, il passo è stato compiuto dopo che il premier ha incontrato i rappresentanti della comunità islamica.

Poiché la cremazione è vietata nell'Islam, l'ordine aveva suscitato preoccupazione tra i musulmani che, secondo i dati ufficiali, costituiscono circa il 2,1% dei 16,5 milioni di abitanti della Cambogia.

Le stime delle organizzazioni non governative, tuttavia, collocano la cifra tra il 4% e il 5%.

Sen ha chiesto "comprensione da parte dei suoi compatrioti su questa eccezione per la comunità musulmana", si legge nel comunicato.

La Cambogia, dove il numero di contagiati  per Covid-19 è attualmente pari a 1.060 persone, inclusi 538 ricoveri, fin'ora non ha riportato alcun decesso a causa del virus.

Secondo un rapporto del quotidiano locale Phnom Penh Post, il premier ha tuttavia annunciato martedì che eventuali future vittime dovranno essere cremate, affermando che la decisione è stata presa perché "la situazione del Covid-19 in Cambogia non è mai stata più critica di quella attuale e sta ancora peggiorando".

Ciò ha reso la Cambogia, che ha una popolazione a maggioranza buddista, il secondo paese al mondo dopo lo Sri Lanka a rendere obbligatoria la cremazione dei corpi delle vittime di Covid. 

Lo Sri Lanka ha però annullato l'ordine per la cremazione obbligatoria dei corpi il mese scorso, a seguito delle proteste della sua comunità islamica così come di altri paesi musulmani e di gruppi per la difesa dei diritti umani.

 

 

 

 

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