
Il Museum of Fine Arts di Houston (MFAH) prevede di intraprendere un progetto da 3,5 milioni di dollari per espandere le sue gallerie dedicate all'arte islamica. L'arte islamica è un punto di forza significativo della collezione permanente del museo.
Il progetto, la cui presentazione è prevista per il prossimo anno, raddoppierà le dimensioni delle gallerie d'arte islamica del museo a circa 6.000 piedi quadrati, riconfigurando uno spazio che ora ospita la biblioteca del museo. E' prevista anche la costruzione di un cortile dedicato agli elementi architettonici tradizionali dei giardini islamici.
Il museo conserva circa 14.000 opere di arte islamica, inclusi prestiti a lungo termine da importanti collezioni private come la collezione dell'iraniano Hossein Afshar, coinvolto nel museo attraverso legami personali con il suo attuale direttore, Gary Tinterow.
E' presente anche una sezione dedicata alle opere ottenute attraverso una partnership del 2012 con il politico kuwaitiano Sheikh Nasser Sabah Al-Ahmad Al-Sabah che originariamente prevedeva il prestito di circa 60 pezzi, un numero che da allora è cresciuto a circa 300 opere. L'accordo ha permesso allo sceicco di "avere una presenza semipermanente nel mondo, dove la sua collezione sarebbe stata vista, studiata e apprezzata", ha affermato Aimée Froom, curatrice delle opere provenienti dal mondo islamico del museo.
Froom ha aggiunto che il museo aveva già all'epoca una neonata collezione di arte islamica, grazie alle generose donazioni decenni prima della filantropa texana Annette Finnigan.
"L'espansione metterà in evidenza gli aspetti interculturali e sottolineerà che l'arte islamica non è un'entità monolitica, ma che è piuttosto un arazzo di diverse culture, etnie, lingue e tradizioni regionali".
Altre gallerie saranno ospitate nel Caroline Wiess Law Building progettato da Mies van der Rohe e consentiranno la visualizzazione di centinaia di nuove opere tra cui dipinti, manoscritti, ceramiche, tappeti, lavori in metallo e altre opere da paesi come India, Pakistan, Afghanistan, Siria, Iran e Iraq.
Alcuni capisaldi della collezione includono un antico manoscritto del Corano proveniente dal Marocco copiato in una caratteristica scrittura del Maghreb, una pergamena turca del XVI secolo e un tappeto in cotone e seta del XVII secolo realizzato nella Persia safavide. Quest'ultimo pezzo apparteneva alla Casa Savoia fino alla morte di Umberto II, ultimo re d'Italia.
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