
Diverse personalità musulmane francesi sono state seguite e segnalate dall'intelligence francese per le loro opinioni politiche.
Lo rivela un articolo pubblicato dal canale radiofonico Europe 1, riportando di aver ottenuto una "nota riservata dall'intelligence territoriale francese".
Secondo Europa 1, questo documento è stato "diffuso a una manciata di alti funzionari, membri del governo e fino all'Eliseo", dopo essere stato scritto a metà maggio, tre settimane dopo un ballottaggio presidenziale che ha suggellato la vittoria per la seduta Il presidente Emanuele Macron.
Secondo la nota citata dai media, l'intelligence territoriale del Paese è giunta alla conclusione che il candidato presidenziale di sinistra Jean-Luc Melenchon, eliminato al primo turno di votazioni dopo essere arrivato terzo dietro Macron e l'estrema destra Marine Le Pen, avrebbe goduto del “voto musulmano” nel Paese grazie al sostegno dei cosiddetti “influencer e attivisti islamisti” che “hanno accolto favorevolmente” e “trasmesso” le sue “posizioni”.
Ha citato numerose personalità musulmane in Francia, tra cui l'avvocato Rafik Chekkat, membro dell'associazione Agir contre l'islamophobie (Azione contro l'islamofobia - ACI) e il giornalista indipendente Siham Assbague, entrambi descritti come "islamisti", in particolare per aver preso posizione contro il sentimento anti-musulmano o il colonialismo.
Oltre a Chekkat e Assbague, la nota si riferisce anche a Vincent Souleymane, Hani Ramadan e Farid Slim, tutti descritti come "predicatori" o "imam" dei Fratelli Musulmani.
Monitorato anche il giornalista dell'Agenzia Anadolu
Anche Feiza Ben Mohamed, giornalista dell'Agenzia Anadolu, è stato rintracciato ed elencato dall'agenzia di intelligence territoriale.
La copertura di Europe 1 ha rivelato che l'intelligence territoriale francese l'ha indicata come giornalista "pro-Erdogan", in riferimento al presidente turco Recep Tayyip Erdogan, semplicemente perché l'agenzia di stampa in cui lavora ha sede a Türkiye.
L'emittente radiofonica rileva che Ben Mohamed è stato anche rintracciato per aver "pubblicato una serie di tweet che giustificano la sua scelta di votare per Jean-Luc-Melenchon, che considera l'unico candidato credibile che non ha l'ambizione di usare i musulmani per fare la gente dimentica i problemi del nostro Paese".
'Islam di sinistra'
L'intelligence territoriale francese ha file su molti musulmani francesi per aver espresso il loro sostegno a Melenchon, il leader del partito La France Insoumise (LFI), che ha espresso più volte opposizione al sentimento anti-musulmano in Francia.
Elencando questi musulmani, le azioni dell'intelligence territoriale hanno resuscitato il dibattito sull'"islamo-sinistra", una teoria spesso promossa da Le Pen e dal collega politico di estrema destra Eric Zemmour, insieme al governo francese.
Alla fine del 2020, questa nozione, diffusa dal 2002 dall'estrema destra, ha ottenuto una forte visibilità sui media, mentre Jean-Michel Blanquer, allora ministro dell'Istruzione nazionale, e Dominique Vidal, ex ministro dell'Istruzione superiore, hanno usato il termine per denunciare la presunta vicinanza e lassismo di alcuni politici francesi di sinistra nei confronti dell'Islam.
Questi membri del governo francese hanno anche mosso accuse contro accademici e ricercatori francesi, dichiarando che le università "sono afflitte da accademici che si alleano con gli islamisti per dividere la Francia".
In un comunicato stampa pubblicato nel febbraio 2021 in risposta a una dichiarazione di Vidal, il Centro nazionale per la ricerca scientifica (CNRS) aveva sottolineato che "l'islamo-sinistra, slogan politico usato nel dibattito pubblico, non corrisponde ad alcuna realtà scientifica".
Inoltre, il CNRS ha criticato i tentativi di delegittimare diversi campi di ricerca, come gli studi postcoloniali, intersezionali o razziali, dichiarandoli "di sinistra islamica".
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