
PressTv. Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha ribadito che il suo paese resterà fermamente schierato con la Palestina e la sua “causa sacra”, sottolineando l’impegno del Venezuela per la libertà e l’indipendenza palestinese.
Parlando a Caracas, sabato, Maduro ha rinnovato il sostegno incrollabile e incondizionato del Venezuela alla lotta palestinese, definendola “la più sacra di tutte”.
In occasione della Giornata dell’Indipendenza Palestinese, il 15 novembre, ha dichiarato:
“Non abbandoneremo questa causa sacra finché l’obiettivo non sarà raggiunto: la Palestina sorgerà, libera e indipendente”.
Maduro ha sottolineato che una pace autentica non può derivare da brevi cessate il fuoco, affermando che una stabilità duratura richiede che il regime occupante sia ritenuto responsabile per le gravi violazioni del diritto internazionale.
“La vera pace arriverà solo quando sarà fatta giustizia per i crimini e il genocidio commessi. Solo allora potrà iniziare la ricostruzione”.
Ha esortato la comunità internazionale a parlare con forza e a porre fine allo schema ricorrente di “massacri seguiti da accordi”, criticando l’inazione globale di fronte al genocidio israeliano.
Maduro ha inoltre promesso il sostegno del Venezuela alla ricostruzione di Gaza e la vicinanza al popolo palestinese in tutte le fasi della sua resistenza.
“Sarà un momento storico di dignità e di orgoglio”, ha affermato, riferendosi al giorno in cui la Palestina otterrà la piena indipendenza.
Ha ribadito la necessità della ricostruzione di Gaza, del riconoscimento di al-Quds/Gerusalemme come capitale dello Stato di Palestina e dell’instaurazione della piena sovranità palestinese.
In precedenti dichiarazioni, aveva affermato che il Venezuela si trova “in prima linea con la Palestina”, condannando il silenzio globale riguardo ai massacri israeliani come “un crimine morale” e sollecitando un’azione internazionale immediata per fermare il genocidio.
In risposta al cessate il fuoco di Sharm el-Sheikh, in ottobre, Maduro ha nuovamente definito la causa palestinese “la causa più sacra dell’umanità”, citando il devastante bilancio delle vittime a Gaza e avvertendo che qualsiasi accordo che non ritenesse il regime israeliano responsabile si tradurrebbe in una “pace delle macerie”.
Ha inoltre più volte criticato le Nazioni Unite per il loro “silenzio codardo” sul genocidio di Gaza che, dal 7 ottobre 2023, ha ucciso 69.000 palestinesi e ne ha feriti 179.000.
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