IQNA

Un'analisi di cosa dice il Corano sulla lotta contro il sionismo - 14

L'avvento del salvatore richiede un solenne impegno

23:59 - April 01, 2026
Notizie ID: 3492506
Tehran-Iqna- Così come il Profeta Giacobbe (AS) pose come condizione che gli fosse data una forte garanzia e promessa affinchè accettasse di affidare Beniamino a suoi fratelli, la comparsa del Salvatore richiede un impegno solenne da parte dell'Ummah che è in attesa

L'avvento del salvatore richiede un solenne impegno

 

Così come il Profeta Giacobbe (AS) pose come condizione che gli fosse data una forte garanzia e promessa affinchè accettasse di affidare Beniamino a suoi fratelli, la comparsa del Salvatore richiede un impegno solenne da parte dell'Ummah che è in attesa.

I figli del Profeta Giacobbe (AS) dissero al loro padre: “Perché non ti fidi di noi riguardo a Giuseppe? Noi siamo ben intenzionati verso di lui” (versetto 11 della Surah Yusuf).

Ma infransero la loro promessa in termini di affidabilità. Ecco perché quando i figli di Giacobbe chiesero di poter portare con loro Beniamino, il Profeta Giacobbe disse: “Come potrei fidarmi di voi dopo quello che accadde a suo fratello prima (Giuseppe)?” (versetto 64 della Surah Yusuf); cioè, cosa avete fatto a Giuseppe (AS) che ora mi chiedete un altro figlio?

Questa Sunnah divina vale anche per i wali (tutori) divini. Quando chiediamo a Dio l'Altissimo la comparsa del Promesso Salvatore (AS), sorge la domanda: cosa avete fatto con i precedenti wali, incluso l'Imam Hosein (AS), e come li avete aiutati? Il Profeta Giacobbe (AS) pose come condizione per mandare Beniamino con i fratelli una solenne promessa da parte dei suoi figli nonchè fratellli maggiori di Beniamino: “Disse: ‘Non ve lo manderò mai, finché non mi giurate per Allah che me lo riporterete’.” (versetto 66 della Surah Yusuf).

Oggi, se l'Ummah islamica attende la comparsa del Salvatore (AS), allora preghiere e dichiarazioni non sono sufficienti, ma devono essere corredate da un vero e proprio impegno.

L'Ummah deve superare la prova e dimostrare di essere un popolo solido. Così come la pazienza e il coraggio dei popoli palestinese e yemenita sono stati precedentemente rivelati al mondo, il coraggio e la fede del popolo iraniano si sono manifestati anche nella marcia internazionale del Giorno di Al-Quds (Gerusalemme).

La gente ha intonato lo slogan di Allahu Akbar quando i missili sono caduti, non ha avuto paura di nessuno all'infuori di Allah, e ha mostrato che non si sarebbe ritirata nel difendere la promessa e i valori.

Il sacrificio di migliaia di martiri, dai combattenti sul campo di battaglia ai bambini di soli 3 giorni, in mezzo ai suoni terrificanti delle bombe che cadevano su case, scuole e infrastrutture, può essere presentato come un impegno per rimanere saldi fino alla comparsa del Salvatore (AS). Il popolo che appare ogni notte nelle piazze delle città con preghiere e ricordo del Profeta (SW) e della sua famiglia (AS), potrebbe sussurrare nei propri cuori: perché l'aiuto divino non arriva? Se ascoltano attentamente, si renderanno conto che la vittoria è vicina: “In verità, l'aiuto di Allah è vicino” (versetto 214 della Surah Al-Baqarah).

 

 

https://iqna.ir/en/news/3496816

captcha