
Papa Leone ha segnato l'inizio del suo viaggio apostolico in Africa con una visita alla Grande Moschea di Algeri, dove ha sottolineato il significato spirituale del luogo e si è fermato in meditazione silenziosa.
Accolto dal Rettore della Moschea, Mohamed Mamoun al Qasim, che gli ha rivolto parole di fraternità, il Pontefice ha dichiarato: «La ringrazio per queste riflessioni e per queste importanti parole durante questa visita, in un luogo che rappresenta lo spazio che appartiene a Dio, uno spazio divino e sacro, dove molte persone vengono a pregare e a cercare la presenza dell'Altissimo nella propria vita».
Ha quindi ricordato il suo legame personale con il paese attraverso Agostino d'Ippona, definendo l'Algeria «la terra del mio padre spirituale», e ha evidenziato i temi centrali del suo intervento: la ricerca della verità, il riconoscimento della dignità di ogni essere umano e la responsabilità condivisa di costruire la pace.
«Cercare Dio – ha affermato – significa anche riconoscere l'immagine di Dio in ogni uomo e in ogni donna», e ha aggiunto che tale riconoscimento richiede rispetto reciproco e convivenza.
Il Papa ha inoltre sottolineato la duplice vocazione, religiosa e intellettuale, del complesso moscheistico, rilevando l'importanza di sviluppare la conoscenza umana per comprendere meglio il creato e la dignità della persona umana.
Ha concluso assicurando preghiere per il popolo algerino e per tutte le nazioni, esprimendo l'auspicio che pace, giustizia, riconciliazione e perdono possano crescere tra i popoli.
Il programma ha incluso una visita guidata alla moschea, una foto ufficiale e la firma del Libro d'Onore, nel quale il Papa ha scritto: «Possa la misericordia dell'Altissimo custodire nella pace e nella libertà il nobile popolo algerino e l'intera famiglia umana».
La Grande Moschea di Algeri fu commissionata dall'ex presidente algerino Abdelaziz Bouteflika, nell'ambito della sua visione di una religiosità moderata. È la terza moschea più grande del mondo, con una capacità di accogliere fino a 120.000 fedeli.
Il suo minareto raggiunge un'altezza di 267 metri, che lo rende il più alto del mondo, mentre la sala di preghiera principale è sormontata da un grande cupola di 50 metri di diametro e 70 metri d'altezza, il cui esterno combina elementi decorativi in pietra con pannelli in alluminio dorato, creando un effetto visivo che richiama i motivi artistici tradizionali arabi pur mantenendo un senso di leggerezza.
Oltre alla sua funzione di luogo di culto, il complesso della moschea integra un'ampia gamma di funzioni culturali e accademiche. Comprende una biblioteca, un centro di ricerca, musei, uffici amministrativi, giardini, terrazze panoramiche, ristoranti e parcheggi, configurandosi come un punto di riferimento sia religioso che civile.
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