IQNA

Golfo Persico, futuro economico passa attraverso Teheran

7:40 - June 21, 2026
Notizie ID: 3492690
Iqna - Un articolo pubblicato sul Jerusalem Post riporta che l’Iran rimane un attore indispensabile in qualsiasi visione per il futuro del Medio Oriente, persino tra coloro che auspicano un cambio di regime

Un articolo pubblicato sul Jerusalem Post riporta che l’Iran rimane un attore indispensabile in qualsiasi visione per il futuro del Medio Oriente, persino tra coloro che auspicano un cambio di regime. L’articolo riflette anche un tacito riconoscimento del fatto che le sanzioni e gli embarghi non sono riusciti a estromettere l’Iran dalla scena; al contrario, hanno reso la stabilità e l’economia della regione ancora più dipendenti dagli eventi di Teheran. Qualsiasi progetto economico a lungo termine nel Golfo Persico rimarrà subordinato alla necessità di trattare l’Iran come una potenza regionale fondamentale e imprescindibile.

Chi auspicava il ripristino del regime dello Shah Mohammad Reza Pahlavi in ​​Iran per “arginarne il potere”, che minaccia i progetti americani e israeliani, deve prendere definitivamente atto del fallimento di questa scommessa.

Per oltre un decennio, gli Stati del Golfo Persico si sono presentati con successo al mondo come meta ideale per investimenti, stabilità e affari. Il messaggio era chiaro: trasferitevi qui, investite e diventate parte di una regione che sta ridisegnando il futuro del Medio Oriente e del mondo. Dubai è diventata una vera e propria destinazione non solo per i turisti, ma anche per dirigenti e investitori che hanno deciso di trasferirvi le proprie attività e la propria residenza, con conseguente afflusso di capitali. L’Arabia Saudita ha lanciato l’ambizioso progetto Vision 2030, con l’obiettivo di trasformarsi in un polo economico globale.

Golfo Persico: instabilità può cambiare rapidamente le dinamiche

Tuttavia, la guerra del 2026 e la conseguente instabilità nello Stretto di Hormuz hanno ricordato in modo crudo quanto rapidamente queste dinamiche possano cambiare. Le guerre non solo distruggono ciò che esiste, ma impediscono anche la realizzazione di nuovi progetti. Gli investitori rimandano le loro decisioni, le aziende riconsiderano i loro piani e i fondi finanziari esitano a investire in una regione ad alto rischio di escalation.

Questi effetti non sempre si riflettono nelle statistiche, ma si accumulano nel tempo. L’attrattiva della regione si fondava sull’idea che la sua stabilità fosse a lungo termine, non temporanea, e questa idea è diventata sempre più difficile da accettare dopo la guerra. Il ripristino della fiducia non si ottiene con campagne mediatiche o messaggi rassicuranti, ma affrontando le cause profonde della sua erosione, il che ci porta all’Iran.

L’Iran non è solo una questione di sicurezza o una fonte di tensione regionale; possiede un enorme potenziale economico che non viene sfruttato appieno. Ha una popolazione di oltre 90 milioni di abitanti, vaste risorse energetiche, una posizione geografica strategica e una forza lavoro altamente qualificata. Le sanzioni e l’isolamento internazionale hanno impedito che questo potenziale si trasformasse in una vera e propria potenza economica. La rimozione permanente di queste restrizioni potrebbe aprire la strada a una rapida e significativa trasformazione economica.

Il potenziale iraniano

L’esperienza internazionale dimostra che i Paesi con grandi popolazioni e notevoli capacità produttive non si riprendono gradualmente dopo la revoca delle sanzioni, ma compiono rapidi balzi in avanti. Corea del Sud, Cina e India ne sono esempi. L’Iran possiede lo stesso potenziale; ciò che manca è un contesto politico che permetta di realizzare questo potenziale.

Gli Stati del Golfo hanno raggiunto un considerevole successo economico, ma il potenziale della regione rimane legato a ciò che accade a Teheran. La strada verso un Medio Oriente più stabile e prospero passa attraverso la risoluzione della questione iraniana e l’integrazione dell’Iran nell’economia globale, non attraverso il proseguimento di politiche di contenimento e isolamento.

 

 

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