IQNA

23:15 - October 09, 2020
Notizie ID: 3485558
Iqna - Nel conflitto in corso tra le forze armene e azere nella regione del Nagorno-Karabakh, le forze dell’Azerbaijan usano i missili LORA di fabbricazione israeliana
Israele, l’oscuro protagonista del conflitto azero-armeno: Azerbaijan usa missili israeliani LORA contro l’Armenia

Nel conflitto in corso tra le forze armene e azere nella regione del Nagorno-Karabakh, le forze dell’Azerbaijan usano i missili LORA di fabbricazione israeliana. Stanno usando il missile israeliano “LORA” per bombardare l’Armenia, un missile quasi-balistico a guida GPS/INS, sviluppato dall’azienda israeliana Israel Aerospace Industries, che può essere lanciato via terra o via mare. A confermarlo un video diffuso in cui il missile colpisce le zone vicine alla città di Asagi Sus nella regione del Nagorno-Karabakh.

Già in una video-intervista al sito web israeliano Walla news, il consigliere presidenziale azero Hikmat Hajiyev aveva dichiarato che l’Azerbaigian stava usando “alcuni” droni israeliani nei combattimenti intorno al Nagorno-Karabakh: “Abbiamo una delle più forti flotte (di droni) della regione. E tra queste, quelle israeliane; abbiamo anche altri droni, soprattutto israeliani, compresi quelli da ricognizione e da attacco, e i droni kamikaze ‘Harop’, (che) si sono dimostrati molto efficaci”, ha affermato Hajiye.

Il governo armeno non si è fatto attendere e ha ritirato immediatamente il suo ambasciatore da Tel Aviv chiedendo ad Israele di fare lo stesso con il suo ambasciatore sul territorio armeno, attraverso la portavoce del ministero degli Esteri armena Anna Naghdalyah, la quale ha criticato aspramente il governo israeliano. Tutto questo solo dopo un anno dall’apertura dell’ambasciata armena in Israele. L’allora ministro degli Esteri israeliano Yisrael Katz aveva dichiarato che “la decisione del governo armeno di aprire un’ambasciata in Israele è un passo avanti significativo nello sviluppo delle relazioni bilaterali. Un importante passo avanti per tutti”.

Il ruolo di Israele, in questo contesto, può risuonare ambiguo poiché, mentre finanzia missili all’Azerbaijan contro l’Armenia, dall’altro lato, come riporta il sito israeliano Debkafile, il governo israeliano si è dichiarato dispiaciuto per la decisione dell’Armenia, sottolineando che Israele considera importanti le relazioni con lo Stato caucasico.

Israele è famoso per opporsi drasticamente a movimenti resistenti (Hezbollah, Hamas, Al Fatah, Fplp etc.) e Paesi (Venezuela) o che lottano contro il suo colonialismo, o che si oppongono al suo modello di sviluppo o che intrattengono relazioni con suoi Paesi rivali. Armenia e Azerbaijan sono due democrazie liberali filo-NATO che non sono mai entrate in questi conflitti armati o diplomatici, eppure qualcosa c’è. Secondo Globalist si tratta di un caso diplomatico esplosivo nato dal “Patto del Caucaso” tra il presidente turco Recep Tayyp Erdogan e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che presuppone il concetto de “il nemico del mio nemico è mio amico” e il nemico comune turco-israeliano sul fronte azerbaijano si chiama Iran, che invece intrattiene ottime relazioni con l’Armenia, nonostante le differenze etniche e culturali di stampo religioso (armeni soprattutto cristiani, iraniani in maggioranza musulmani sciiti).

Israele, inoltre, è stato uno dei primi Paesi a riconoscere l’Azerbaijan dopo la sua dichiarazione di indipendenza nel 1991. Da lì, le relazioni tra lo Stato ebraico e quello musulmano sciita sono cresciute e la loro cooperazione strategica esiste in numerosi settori, tra cui la difesa e la sicurezza.

Secondo i dati del Sipri (Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma), nel periodo 2017-2019, Israele è stato il primo fornitore straniero di armi all’Azerbaijan, per un volume di 375 milioni di dollari, che includono droni, missili, radar, artiglieria, barche e equipaggiamenti di intelligence, che secondo l’opposizione azera sono anche usati per spiare i rivali di Aliyev e i dissidenti azeri. Alcune delle tecnologie militari israeliane, in particolare droni e proiettili di artiglieria, sono state usate dall’esercito azero contro le truppe armene. Negli ultimi giorni è partito per Israele un “ponte aereo” di velivoli da carico del ministero della Difesa azero. Secondo le applicazioni radar di volo, gli aerei da carico si sono fermati alla base aerea di Ovda nel sud di Israele prima di partire per l’Azerbaijan.

Mentre il 60% dell’approvvigionamento di armi dell’Azerbaigian proviene da Israele, l’Azerbaijan fornisce il 40% del petrolio che raggiunge Israele attraverso l’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan. Questo oleodotto, che inizia in Azerbaigian e termina in Turchia, trasporta 1,2 milioni di barili di petrolio al giorno, pari a circa l’1% della produzione petrolifera mondiale, ed è uno dei pochissimi interessi strategici che accomunano Israele e la Turchia. In più, secondo fonti straniere, nell’ambito della loro alleanza militare, l’Azerbaijan permette a Israele di raccogliere informazioni sul vicino Iran ed, in passato, aveva permesso di utilizzare il suo territorio come base israeliana per effettuare attacchi all’Iran. Di fronte a questi fatti il governo israeliano non rilascia dichiarazioni sull’attuale conflitto caucasico, ma in realtà Israele è uno dei protagonisti oscuri.

Mentre l’Armenia conta sull’appoggio francese, russo e iraniano, Azerbaijan e Israele guardano l’Iran da vicino con l’appoggio di Erdogan, il quale ha tutto l’interesse economico, derivante dal petrolio, e l’interesse d’influenza, derivante dall’aspetto religioso e culturale, nella zona caucasica.

In questo scenario paranoico si capisce quale doppio-gioco stia giocando Israele, trovando piena logica nel fornimento di missili sul fronte azero.

 

 

 

 

Agenzia stampa Infopal - www.infopal.it

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