IQNA

23:57 - October 14, 2021
Notizie ID: 3486763
Tehran-Iqna- Lo scorso luglio, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha emesso una discutibile sentenza che ha praticamente reso legale per i datori di lavoro discriminare i propri dipendenti musulmani nei luoghi di lavoro di tutta Europa

Islamofobia: l'ipocrisia dell'Europa smascherata dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea sull'HijabLo scorso luglio, la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha emesso una discutibile sentenza che ha praticamente reso legale per i datori di lavoro discriminare i propri dipendenti musulmani nei luoghi di lavoro di tutta Europa.

In una decisione del 15 luglio, la corte ha dichiarato che le aziende dell'Unione Europea possono legalmente vietare alle loro dipendenti musulmane di indossare il velo a determinate condizioni. Il caso era stato portato alla Corte di Giustizia Europea da due donne residenti in Germania che erano state sospese dal lavoro dopo aver iniziato a portare l'hijab.

La sentenza non solo si è aggiunta alle preoccupazioni sempre crescenti per la sicurezza, le libertà e i diritti dei musulmani europei, ma ha anche rivelato ancora una volta l'approccio ipocrita dell'UE verso diritti umani, le libertà religiose e l'uguaglianza.

Il verdetto della corte, tuttavia, non è stato una sorpresa per chiunque abbia prestato attenzione alla graduale discesa dell'Europa nell'islamofobia. In Europa, infatti, è in atto da molti anni uno sforzo sistematico per demonizzare, emarginare e persino criminalizzare i musulmani.

L'islamofobia, che è diventata più visibile in tutto il mondo dopo gli attentati dell'11 settembre e l'inizio della cosiddetta “guerra al terrore”, è penetrata gradualmente nella politica europea negli ultimi anni. I politici europei di tutto lo spettro politico hanno iniziato a prendere i musulmani come capro espiatorio per le recessioni economiche, l'aumento della disoccupazione, l'immigrazione irregolare, il malcontento della società e il terrore globale.

Mentre il sentimento anti-islamico è cresciuto a lungo in Europa, la sentenza della Corte di Giustizia Europea  ha segnato un punto di svolta significativo nelle relazioni dell'UE con i musulmani. Consentendo alle aziende di vietare ai propri dipendenti musulmani di indossare il velo, la corte ha istituzionalizzato, legalizzato e giustificato la discriminazione anti-islamica nei luoghi di lavoro europei.

Negli ultimi cinque anni il numero di attacchi razzisti e anti-islamici in Occidente è aumentato del 250 percento e il tasso di coloro che hanno perso la vita in tali attacchi è aumentato del 70 percento. Nello stesso periodo, sono stati documentati non meno di 15.000 attacchi islamofobici nei cinque maggiori paesi europei.

Nel contesto di queste cifre preoccupanti, la sentenza dell'organo giudiziario europeo ha inviato un messaggio chiaro ai musulmani d'Europa: puoi vivere in modo sicuro e pacifico in Europa, ma solo se accetti di prendere le distanze dalla tua religione e abbandonare tutti i simboli visibili della tua identità religiosa.

Inutile dire che la decisione del tribunale di legalizzare la discriminazione anti-islamica non solo ha aumentato la gravità delle minacce che i musulmani europei stanno affrontando, ma ha anche gettato un'ombra sulla storia che l'Europa racconta al mondo da tempo. In effetti, è ironico che la massima corte dell'UE, un'organizzazione che non perde occasione per criticare i paesi islamici per la loro presunta violazione dei diritti umani, abbia stabilito che un dipendente può essere sanzionato e licenziato per la semplice esposizione di un simbolo religioso sul posto di lavoro. È anche ironico che la corte abbia emesso una sentenza che si rivolge specificamente alle donne, viste le ripetute dichiarazioni dell'UE sul suo impegno a garantire la parità di genere.

 

Fahrettin Altun (Direttore comunicazioni Presidenza turca)

 

 

 

 

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