IQNA

Gli Stati occidentali si affrettano ad acquistare armi israeliane macchiate del sangue di Gaza

23:50 - December 08, 2025
Notizie ID: 3492222
Iqna - I governi stranieri si stanno affrettando ad acquisire armi israeliane che sono state testate e perfezionate nell’assalto genocida contro Gaza, trasformando una guerra segnata da una massiccia morte di civili in una redditizia vetrina commerciale

Gli Stati occidentali si affrettano ad acquistare armi israeliane macchiate del sangue di Gaza

 

Al Mayadeen.  I governi stranieri si stanno affrettando ad acquisire armi israeliane che sono state testate e perfezionate nell’assalto genocida contro Gaza, trasformando una guerra segnata da una massiccia morte di civili in una redditizia vetrina commerciale.

La loro presenza a un’esposizione sostenuta dal ministero della Sicurezza questa settimana (la settimana scorsa, ndr) ha segnalato una complicità esplicita: un’avidità di trarre profitto da una tecnologia perfezionata attraverso la distruzione di una popolazione civile assediata.

All’interno di un auditorium affollato, le aziende israeliane hanno esposto strumenti affinati in tempo reale durante le campagne militari a Gaza, in Libano e in Iran. Secondo il Wall Street Journal, un video presentato al pubblico mostrava due droni che colpivano un edificio a Gaza, uno scorcio delle stesse tattiche che hanno devastato interi quartieri e ucciso migliaia di famiglie.

Commentando le immagini, il CEO di UVision Air, Ran Gozali, ha detto, citato dal WSJ: “Vedete il primo che colpisce sul lato sinistro… e poi il secondo che va verso il proprio obiettivo”, aggiungendo: “Questi sono alcuni dei clip che siamo stati autorizzati a condividere”.

Profittatori di guerra.

Il pubblico comprendeva funzionari di Stati Uniti, Germania, Norvegia, Regno Unito, India, Uzbekistan, Singapore e Canada che, invece di considerare queste dimostrazioni come prove di atrocità, le osservavano come preziose caratteristiche di un prodotto desiderabile.

Questo entusiasmo arriva nonostante il fatto che “Israele” sia sotto crescente scrutinio legale internazionale. La Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Sicurezza Yoav Gallant per crimini di guerra, accuse che entrambi hanno “negato” e definito illegittime. Tuttavia, questo contesto legale non ha dissuaso i compratori, che si sono mescolati senza problemi con i comandanti israeliani coinvolti nel genocidio di Gaza, segnalando che le atrocità alla base del marchio “testato in battaglia” delle armi non costituivano alcun ostacolo agli affari.

Vuoto morale.

Per gli Stati europei, molti dei quali hanno espresso pubblicamente preoccupazione per la catastrofe umanitaria a Gaza, l’esposizione ha rivelato un inquietante vuoto etico. La Norvegia, che in passato aveva ritirato investimenti da Caterpillar a causa del ruolo dei suoi bulldozer a Gaza, ha comunque inviato un rappresentante.

Il Regno Unito, che aveva vietato una delegazione israeliana a una fiera di armamenti all’inizio dell’anno, ha affermato riguardo alla sua presenza: “I funzionari dell’Ambasciata britannica hanno partecipato alla conferenza come fanno abitualmente in tutto il mondo per dialogare con i loro omologhi e promuovere gli interessi del Regno Unito”. Dichiarazioni del genere non hanno fatto altro che amplificare l’ipocrisia: condannare pubblicamente le morti dei civili mentre privatamente si premiano i sistemi che le hanno provocate.

La delegazione tedesca, una delle più numerose, indossava spille con le bandiere tedesca e israeliana unite, un sostegno simbolico alle armi affinate attraverso la distruzione dell’infrastruttura e della popolazione di Gaza. Berlino aveva temporaneamente congelato il trasferimento di equipaggiamenti che potevano essere utilizzati nella Striscia, ma ha invertito la sua posizione quando è stato annunciato un cessate il fuoco. Il suo acquisto del sistema di difesa aerea Arrow 3, dal valore di 4 miliardi di dollari, è diventato operativo questa settimana, il più grande accordo di armamenti nella storia di “Israele” e un chiaro segnale che la sofferenza di massa a Gaza non rappresenta un ostacolo a partenariati redditizi.

Capitale di sangue.

Le esportazioni di armi di “Israele” sono salite a 14,8 miliardi di dollari nel 2024, un anno da record, con l’Europa che rappresenta oltre la metà delle vendite totali. Ogni contratto firmato, ogni delegazione che ha visitato gli stand, ha rafforzato lo stesso messaggio: armi sperimentate sui corpi palestinesi sono ora risorse commercializzabili per governi che corrono ad ampliare i propri arsenali.

Sull’intero piano espositivo, secondo il WSJ, funzionari occidentali e investitori hanno scattato fotografie accanto al sistema di laser-intercettazione Iron Beam della Rafael, che “Israele” ha utilizzato “decine di volte” durante la guerra su Gaza e soprattutto nella devastante guerra contro il Libano. La Romania ha già firmato un accordo multimiliardario con l’azienda, ed Elbit ha annunciato a novembre un contratto da 2,3 miliardi di dollari con un cliente straniero non divulgato.

‘Nel bene o nel male’.

Nonostante alcuni tentativi di marketing abbiano suscitato indignazione, come il video promozionale di Rafael di luglio che mostrava la sua munizione Spike Firefly uccidere una persona a Gaza, le aziende israeliane presenti apparivano entusiaste. Per loro, le rovine di Gaza erano diventate la prova delle prestazioni dei loro prodotti. Come ha detto Alon Lifshitz di Aurelius Capital: “Israele nella guerra, nel bene o nel male, ha dimostrato cosa ha funzionato e cosa no”.

Alla fine, la conferenza ha messo in luce non solo l’economia militarizzata di “Israele” ma anche i doppi standard dei governi che continuano a fare affari con esso. L’acquisto di armi testate sulla popolazione devastata di Gaza rende questi Stati partecipanti attivi nella trasformazione della sofferenza di massa in profitto. I loro contratti fungono da copertura politica; la loro presenza opera come approvazione morale.

Traduzione per InfoPal di F.L.

 

 

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