IQNA

23:32 - August 08, 2020
Notizie ID: 3485348
Iqna - “Gerusalemme non è la capitale di Israele”, in una sentenza storica per la Causa palestinese, il 5 agosto, un giudice del Tribunale di Roma ha ordinato alla RAI di rettificare quanto affermato durante una trasmissione TV, dando ragione a due associazioni palestinesi
“Gerusalemme non è la capitale di Israele”, in una sentenza storica per la Causa palestinese, il 5 agosto, un giudice del Tribunale di Roma ha ordinato alla RAI di rettificare quanto affermato durante una trasmissione TV, dando ragione a due associazioni palestinesi. Abbiamo chiesto all’arch. Mohammad Hannoun, presidente API-Associazione dei Palestinesi in Italia, una delle due organizzazioni che hanno querelato la RAI per la puntata del programma L’Eredità in cui Gerusalemme veniva definita “capitale di Israele”, cosa ne pensi di questa vittoria giudiziaria.
“E’ una vittoria storica per la causa palestinese. La magistratura italiana, nella quale abbiamo fiducia e alla quale ci siamo affidati in questo processo, ha mostrato di schierarsi a favore del diritto internazionale, della Costituzione italiana, delle Risoluzioni Onu e del diritto basilare del popolo palestinese”.

InfoPal: Secondo lei, questa sentenza ha un particolare significato in questo periodo storico?

M.H. “Sia noi sia i nostri avvocati abbiamo voluto portare avanti questa causa nel momento in cui l’arroganza dell’amministrazione USA e della lobby sionista stanno imponendo una soluzione unilaterale dichiarando Gerusalemme capitale di Israele, e Netanyahu, primo ministro israeliano, sta spingendo verso il progetto di annessione. Si tratta di un momento difficile, nel quale la politica italiana ed europea hanno preso una timida posizione contro il riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele, per questo abbiamo voluto fare causa contro la RAI, anche se avevamo poche possibilità di vincere. Siamo, dunque, felici che il giudice abbia ascoltato, emettendo una sentenza corretta, nel rispetto della legalità internazionale e confermando che Gerusalemme non è la capitale di Israele, ma un Territorio occupato, come denunciano decine di risoluzioni ONU”.

I. Certamente non era una vittoria scontata… Quali sono i vostri obiettivi prossimi?

M.H. “Uno dei nostri principali obiettivi è combattere le menzogne dei media, e con questa sentenza c’è un precedente storico. Per il cittadino comune ciò che dicono i TG, in particolare la RAI, è sacro. Quindi de-costruire questa sacralità è per noi un obiettivo, nella difesa del diritto stesso dei cittadini a una corretta informazione. Siamo in un Paese democratico, con una magistratura corretta e non deve essere permesso ai manipolatori di fatti e dati storici di inquinare le menti dei cittadini per normalizzare l’immagine di Israele. A furia di raccontare menzogne come fossero verità, esse diventano realtà. Dire che Gerusalemme è la capitale di Israele una volta, poi un’altra, poi un’altra ancora rende questa bugia una realtà, e noi vogliamo impedirlo”.

I. I media mainstream spesso manipolano la realtà dei fatti e trasformano i fattoidi in verità, violando basilari codici deontologici del Giornalismo. La Palestina ne è una delle vittime. Questa sentenza, secondo lei, può rappresentare un monito contro chi vuole alterare fatti storici e attualità?

M.H. “Certamente rappresenterà un monito verso i falsificatori di notizie e di fatti storici. Per esempio, noi palestinesi siamo attaccati da tutti come terroristi e i veri terroristi – quelli che ammazzano mamme e bambini innocenti, distruggono case e terreni, occupano la nostra terra – passano per civili e democratici. La verità dei fatti è ribaltata. Dunque questa è una vittoria della verità e un precedente giurisprudenziale per i media, che a noi servirà anche per fare controlli sui libri scolastici dove si trovano menzogne e manipolazioni dei fatti storici: anche qui dobbiamo aprire gli occhi e cercare di fare corretta informazione”.

I. Secondo lei, la sentenza è anche un messaggio all’amministrazione USA e alla sua scelta di dichiarare Gerusalemme capitale d’Israele?

M.H. “Certo. Questa sentenza è uno schiaffo forte in faccia all’amministrazione USA che ha calpestato le risoluzioni ONU e il diritto internazionale: gli occupanti non possono trasformare il popolo e il territorio occupato, come fecero i colonizzatori in America con gli autoctoni. Noi siamo più civili e non permettiamo questo. E’ uno schiaffo anche a Israele, abituato a non essere mai contestato. Qui abbiamo una magistratura in grado di emettere sentenze corrette nel pieno rispetto del diritto internazionale. A questo proposito, voglio ringraziare la magistratura italiana, e in particolare il giudice, e dire un grazie caloroso ai nostri avvocati che sono andati fino in fondo con questa causa: sono dei veri avvocati che non accettano il torto, nel rispetto del diritto dei palestinesi e della giustizia in generale”.

Intervista di Angela Lano

 

 

 

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