IQNA

23:41 - August 18, 2017
Notizie ID: 3482050
Iqna - Nella citta catalana molti predicatori salafiti hanno divulgato il pensiero jihadista.

Gli analisti lo avevano detto: Barcellona era diventata un centro di radicalizzazione


Sarebbe facile ridurre tutto ad un tradizionale ''lo avevamo detto'', ma i commenti che gli analisti fanno dell'attentato di Barcellona riecheggiano lo stesso approccio.


I segnali che giungevano negli ultimi tempi erano univoci nel predire una azione spettacolare che avesse come obiettivo la Spagna e, in essa, soprattutto Barcellona per la sua storia, recente e no.


Peter Neumann, docente del King,s college, in una intervista alla Bbc, ha descritto Barcellona come ''un centro di radicalizzazione, dove si trovano molti predicatori salafiti e loro fedeli e questo da molti anni''.


Quindi, secondo il docente britannico, i servizi di sicurezza spagnoli non potevano non essere a conoscenza di quello che Barcellona è diventata per il radicalismo islamista e di come la città catalana sia uno dei vertici del legame che si è determinato con la Francia ed il nord dell'Africa, non fosse altro per le molte persone che transitano lungo questo asse per svariati e non sempre leciti motivi.


Neumann, però, va oltre sostenendo che la polizia doveva temere un attentato che avesse Barcellona come bersaglio e, in particolare, la Rambla che ''in estate rappresenta un obiettivo molto interessante''.


Le tesi sostenute da Neumann trovano in qualche modo riscontro nell'analisi di David Morin, condirettore dell'Osservatorio sulla radicalizzazione e l'estremismo violento, secondo il quale ''c'è una collaborazione importante tra i servizi spagnoli e i servizi marocchini perché esiste una filiera di transito degli jihadisti''.


globalist.it

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