IQNA

16:54 - February 19, 2020
Notizie ID: 3484787
IQNA - Il Presidente al-Assad salutava “i nostri fratelli, amici e alleati che affiancano l’Esercito sul campo e come aquile di guardia dal cielo, il loro sangue si mescolava al sangue del nostro esercito versato ad Aleppo

Il Presidente al-Assad salutava “i nostri fratelli, amici e alleati che affiancano l’Esercito sul campo e come aquile di guardia dal cielo, il loro sangue si mescolava al sangue del nostro esercito versato ad Aleppo; Aleppo fedele alla terra natia e alla storia non dimenticherà mai il sangue di chi si sacrificò e che tornerà come prima e più forte. Al nostro amato popolo di Aleppo, mi congratulo con te per la vittoria della tua volontà, la volontà con cui condurremo la battaglia più grande: la battaglia per costruire Aleppo. Per volontà di tutto il popolo siriano ricostruiremo la Siria e continueremo la liberazione, a Dio piacendo.

Con ogni proiettili insidioso sparato, le speranze dei nemici aumentavano a che Aleppo diventasse altra, che non è mai esistita nella storia, una Aleppo che non costituisse con la gemella Damasco le ali con cui la patria vola; piuttosto una Aleppo il cui popolo si piegasse ai traditori come dei padroni, inginocchiandosi e prostrandosi davanti ad essi, per qualche dollaro e molte disgrazie. Era un loro sogno; ma nel nostro mondo reale, con ogni proiettile che cadeva, la paura cadeva e la volontà di opporsi cresceva. Con ogni martire, lo spirito nazionalista ascese e la fiducia nella Patria si rafforzava. Nel nostro mondo reale, è rimasta la vera Aleppo, l’Aleppo delle storia, nobiltà ed autenticità. E poiché è così, il suo popoli non si accontentava della fermezza solo come sopportazione di dolore, sofferenza e accettazione dello status quo; ma piuttosto come lavoro e produzione persistenti negli anni dell’assedio, nonostante le condizioni che contraddicevano qualsiasi idea economica. Nonostante ciò, questa città continuava a contribuire, anche se al minimo, all’economia nazionale, e hvo fiducia che questa fermezza rifletta volontà concreta e profondo senso di appartenenza, ciò che solleverà Aleppo dalle ceneri della guerra e la rimetetre al suo ruolo naturale di leadership dell’economia siriana.

È vero che la liberazione della città nel 2016 non raggiunse la sicurezza desiderata per la città al momento, e rimase sotto la minaccia di proiettili insidiosi e codardi, ed è anche vero oggi che la vittoria in battaglia non significa vittoria in guerra, ma ciò è dovuto alla logica militare astratta che si basa su finalità e risultati; tuttavia, secondo la logica nazionale, la vittoria inizia con la fermezza anche se dal primo giorno, e secondo questa logica, Aleppo è vittoriosa e la Siria è vittoriosa. Siamo tutti vittoriosi sulla paura che cercarono d’instillare nei nostri cuori, vittoriosi sulle illusioni che cercarono d’instillare nelle nostre menti, vittoriosi su frammentazione, odio, tradimento e tutti coloro che rappresentano o attuano o praticano tali qualità. Tuttavia, siamo pienamente consapevoli che questa liberazione non significa la fine della guerra, o il fallimento delle trame, o la scomparsa del terrorismo o la resa dei nemici, ma certamente significa piegarli nel lerciume come preludio per la sconfitta totale prima o poi. Significa anche che non dobbiamo rilassarci; piuttosto dobbiamo prepararci per le prossime battaglie. Pertanto, la battaglia per liberare le province di Aleppo e Idlib continuerà a prescindere da certi rumori vuoti provenienti da nord, e continuerà anche la battaglia per liberare tutto il territorio siriano, schiacciare il terrorismo e raggiungere la stabilità”.

 

 

 

Auroranews - Traduzione di Alessandro Lattanzio

 

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