IQNA

23:54 - March 12, 2021
Notizie ID: 3486026
Tehran-Iqna- Il parlamento europeo ha adottato con ampia maggioranza una risoluzione in cui esorta il regime al potere in Bahrein a porre fine alle sue palesi e gravi violazioni dei diritti umani, in particolare nei confronti dei prigionieri di coscienza
Bahrein: parlamento europeo denuncia la situazione dei diritti umani

Il Parlamento europeo ha adottato con ampia maggioranza una risoluzione in cui esorta il regime al potere in Bahrein a porre fine alle sue palesi e gravi violazioni dei diritti umani, in particolare nei confronti dei prigionieri di coscienza.

L'organo legislativo ha approvato la risoluzione giovedì con 633 voti favorevoli, 11 contrari e 45 astensioni.

Il parlamento europeo ha rilevato come la situazione generale dei diritti umani "continui a peggiorare" in Bahrain, da quando il regno si è trovato di fronte ad un'ondata  di proteste popolari contro le sue politiche repressive.

Gli eurodeputati hanno posto l'accento sulla situazione dei condannati a morte nel paese, affermando di aver riscontrato gravi vizi di procedura nei processi giudiziari che hanno portato alle condanne.

"Gli arresti arbitrari continuano, la pena di morte è ancora applicata, i difensori dei diritti umani sono perseguiti e molestati mentre i diritti civili e politici e le libertà di associazione, riunione ed espressione continuano a essere negati", si legge nella risoluzione , secondo quanto riportato dalla Press TV .

La risoluzione continua affermando: "Gli eurodeputati chiedono che tutti i difensori dei diritti umani ed i prigionieri di coscienza nel paese siano rilasciati immediatamente e incondizionatamente".

"Il governo del Bahrein deve smetterla di molestare i difensori dei diritti umani e deve revocare immediatamente il divieto di viaggio nei loro confronti".

Il movimento di protesta in Bahrein ha avuto inizio nel febbraio del 2011 sull'onda delle cosiddette primavere arabe. Da allora il paese è ininterrottamente attraversato da manifestazioni anti regime.

I manifestanti chiedono che il regime rinunci al potere assoluto e consenta la creazione di un sistema equo che rappresenti tutti i cittadini.

Le autorità hanno fatto di tutto per reprimere ogni segno di dissenso. Il 14 marzo 2011 truppe provenienti dall'Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti sono state dispiegate per assistere il regime nel suo giro di vite.

Da allora decine di persone hanno perso la vita e altre migliaia sono state ferite o arrestate a seguito della violenta repressione messa in atto dal regime monarchico degli al-Khalifa.

 

 

 

 

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