IQNA

23:58 - May 25, 2022
Notizie ID: 3487619
Tehran-Iqna- La moschea Imam Al-Sadegh (AS), uno dei più importanti centri islamici del Bahrein, ha aperto le porte ai fedeli dopo oltre sei anni

Bahrain: moschea Imam Sadegh riapre dopo 6 anni

La moschea Imam Al-Sadegh (AS), uno dei più importanti centri islamici del Bahrein, ha aperto le porte ai fedeli dopo oltre sei anni.

Migliaia di fedeli sciiti hanno preso parte alla preghiera del venerdì nella moschea, situata nel villaggio di Diraz, nei pressi della capitale Manama.

La preghiera è stata diretta da Allameh Sheikh Ali al-Sadadi. Il numero di fedeli è stato tale che molti hanno dovuto eseguire la preghiera nelle strade adiacenti la moschea.

La moschea Imam Sadegh (AS) era famosa in quanto luogo dove Sheikh Isa Qasem vi teneva le preghiere e pronunciava i suoi sermoni.

Sheikh Isa Qasem è considerato come la massima autorità religiosa e leader spirituale dei musulmani sciiti del Bahrein. Il religioso si trova in questo momento in esilio a causa delle sue posizioni in difesa del movimento di protesta iniziato nel paese nel 2011, conosciuto come "Rivoluzione del 14 febbraio".

Il movimento di protesta in Bahrein ebbe inizio nel febbraio del 2011 sull'onda delle cosiddette primavere arabe. Da allora il paese è ininterrottamente attraversato da manifestazioni anti regime.

I manifestanti chiedono che il regime rinunci al potere assoluto e consenta la creazione di un sistema equo che rappresenti tutti i cittadini. 

Le autorità hanno fatto di tutto per reprimere le proteste e ogni segno di dissenso. Il 14 marzo 2011 truppe provenienti dall'Arabia Saudita e dagli Emirati Arabi Uniti sono state dispiegate nell'isola per assistere il regime nel suo giro di vite contro i cittadini in protesta.

Da allora decine di persone hanno perso la vita e altre migliaia sono state ferite a seguito della violenta repressione messa in atto dal regime monarchico degli al Khalifa.

Le organizzazioni per la difesa dei diritti umani indicano in oltre ventimila le persone arrestate per motivi politici negli ultimi anni, in un paese che conta solo poco più di un milione di abitanti. Sono inoltre migliaia i casi di tortura e sevizie perpetrate ai danni dei prigionieri.

 

 

 

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