IQNA

13:10 - December 07, 2020
Notizie ID: 3485739
Iqna - Mercoledì 2 dicembre 2020, 16 rabi’ath-thani 1442, secondo il calendario islamico, il nostro fratello e amico Muhammad Ali Zaraket ci ha lasciati per ricongiungersi a Colui che “schiude il seme e il nocciolo: dal morto trae il vivo e dal vivo il morto” (6:95)
 
In memoria del Dott. M.A. Zaraket

 

Nel Nome di Dio Clemente e Misericordioso

“In vero prospereranno i credenti,

quelli che sono umili nell’orazione,

che evitano il vaniloquio,

che versano la decima

e che si mantengono casti” (23:1-5)

“Essi sono gli eredi,

Che erediteranno il Giardino, dove rimarranno in perpetuo” (23:10-11)

 

A Lui apparteniamo e a Lui torniamo

Mercoledì 2 dicembre 2020, 16 rabi’ath-thani 1442, secondo il calendario islamico, il nostro fratello e amico Muhammad Ali Zaraket ci ha lasciati per ricongiungersi a Colui che “schiude il seme e il nocciolo: dal morto trae il vivo e dal vivo il morto” (6:95).

Che dire del nostro amabile dottore? Del suo inestinguibile buonumore, del suo timido altruismo di cui sempre si schermiva, come è costume delle anime nobili e semplici al contempo? Tutti noi ricordiamo il suo inossidabile buon umore, la sua bonomia contagiosa, il suo incedere da “omone dinoccolato” sui tappeti del centro islamico Imam Mahdi, di cui fu insostituibile pilastro e gioioso animatore. Ma non tutti conosciamo il retroterra umano ed esistenziale dietro quel sorriso caldo e confortante.

Nato in un villaggio del Libano meridionale nel 1958, Muhammad Ali fu subito animo ribelle, devoto e militante: capace di slanci che solo quella terra travagliata e generosa è in grado di donare. Fin da giovanissimo, folgorato dalla mistica eroica dell’Imam Musa Sadr, alla cui luce alimentò la fiamma di una fede già intensa e radicata, scelse di aderire al movimento islamico rivoluzionario Amal. Erano i terribili anni della guerra civile; anni di lotta, di morte, di eroismo e di tragedia; di quegli anni il dottore amava ricordare soprattutto un incontro: quello con il martire Mustafà Chamràn, di come costui incitasse i giovani alla resistenza, all’idealismo, alla nobiltà di cuore e soprattutto al timor di Dio. Parole che rimasero sempre impresse nell’indomito cuore di questo dolce uomo. Il 1979 fu una data fondamentale nel cammino di fede e di autocoscienza militante del giovane Muhammad Ali: la Rivoluzione Islamica vittoriosa fu come una celeste conferma del cammino sino allora intrapreso, e la figura dell’Imam Khomeini il coronamento politico e sapienziale dell’esempio dell’Imam Musa Sadr; una continuità ideale che infuse nel cuore del dottore un’inestinguibile devozione per l’eminente guida rivoluzionaria.

Pochi anni dopo si trasferì in Italia, e precisamente a Palermo. Lì intraprese gli studi di medicina per poi trasferirsi a Bologna. E’ questo un periodo che lo vede schierato in difesa della Rivoluzione e dei suoi ideali, contro le calunnie dei munafiqìn; sempre a testa alta, fiero, combattivo, ma senza rinunciare al sorriso, non perdeva occasione per schierarsi dalla parte della fede e dell’Imam Khomeini, in nome di una solidarietà islamica senza confini e senza nazionalità.

In memoria del Dott. M.A. Zaraket

 

Nel 1988 si stabilì a Roma, specializzandosi in malattie infettive e, nel 1991 intraprese quella in ortodonzia. Sposato e con tre figli, praticò la missione di medico come un atto di adorazione verso il suo amatissimo Creatore: con scrupolo, disinteresse ed altruismo, sempre pronto a confortare e soccorrere chiunque ne avesse bisogno.  

Sempre attivo in ambito islamico, fu animatore di gruppi studenteschi, collaborò con Hajj Ammar De Martino alla rivista “Il Puro Islam” e fu tra i fondatori del centro islamico Imam Mahdi.

Nell’ultimo periodo della sua vita ha vissuto il suo jihad da medico, in prima linea contro il coronavirus, ed è su questa via che è tornato alla Fonte di ogni bene: “La via di coloro che hai colmato di grazia” (1:7).

In memoria del Dott. M.A. Zaraket

 

Caro dottore, che dire? Nessuno di noi potrà dimenticare la devozione con cui guidavi la Preghiera, l’amore con cui accoglievi il paziente, a prescindere dalla condizione sociale, le tue candide battute, i tuoi dolci sorrisi, il tuo calore umano. Ti vogliamo ricordare immancabile traduttore durante le celebrazioni religiose, vogliamo ricordare le tue entusiastiche poesie per i Santi Imam e per l’Amato Messaggero, pace su di loro… vorremmo ricordare tantissime altre cose. Noi vogliamo ricordarti così come ti abbiamo visto tante volte, il primo ad accoglierci sulla soglia del nostro amato centro, con la gioia di chi ama Dio e i suoi fratelli; e ci piace immaginare ora, il tuo amatissimo Imam ‘Ali, pace su di lui, accoglierti dopo il lungo, periglioso passaggio, sulla luminosa soglia del Cielo perché: “Coloro che hanno creduto e operato nel bene, sono i compagni del Paradiso” (2:82).

 

 

 

 

 

islamshia.org

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