IQNA

9:10 - January 26, 2022
Notizie ID: 3487182
Iqna - I musulmani, ispirati dagli elementi originali dell’Islam e sfruttando il patrimonio delle civiltà precedenti: Grecia, Egitto, Roma, Iran, India, Tigri ed Eufrate, Cina, ecc., hanno formato i primi pilastri della civiltà islamica e nelle epoche successive l’hanno espansa e completata in modo talmente serio da divenire la guida intellettuale delle nazioni per quasi otto secoli
Qual è stata l’influenza dell’Islam sul progresso della civiltà umana?
 

Risposta concisa


La civiltà in ogni nazione è simbolo della sua elevazione e del suo progresso. La precedente formazione di civiltà nei paesi islamici significa che essi erano in grado di produrre scienza, ricchezza e potere; in caso contrario non si sarebbe formata una civiltà.

Civiltà significa accettare di vivere in città, l’ordine, la legge, gli altri aspetti sociali e la collaborazione tra gli individui di una società. Sulla formazione di una civiltà influiscono numerosi fattori, ossia: la scienza, l’ordine, la sicurezza, la cooperazione, la collaborazione, ecc. Nell’Islam, sia nel Corano che negli hadìth e nella prassi degli Infallibili (A), sono stati fortemente raccomandati questi fattori civilizzatori; in realtà si può dire che l’Islam è una religione civilizzatrice. L’odierna civiltà globale è il risultato dello sforzo di varie nazioni del mondo nel corso della storia; tra queste il ruolo dell’Islam nella formazione di una nuova civiltà è assai prominente, poiché l’Islam oltre ad essere stato produttore di scienza e tecnologia, le ha anche trasmesse all’Occidente. Questa trasmissione è avvenuta in tre modi:

  1. Il rapporto con i cristiani.
  2. La traduzione delle opere dei sapienti musulmani in lingue europee.
  3. L’insegnamento nei centri scientifici europei.
 
Risposta dettagliata


La civilizzazione di ogni nazione è simbolo della sua elevazione economica, sociale e culturale; inoltre dimostra la crescita, l’espansione e il progresso in tutte le attività di quella società. L’orgoglio di ogni nazione è quello di aver sviluppato diverse civiltà durante la propria storia. Quest’importanza è dovuta al fatto che la civilizzazione coerente e metodologica è accompagnata dalla produzione in tre campi:

  1. Produzione in campo economico per creare ricchezza.
  2. Produzione in campo culturale per produrre scienza.
  3. Produzione in campo politico; in questo caso si riferisce in particolare alla creazione di potere.

Un punto degno di nota è che non si può produrre senza avere sicurezza in ognuno di questi tre campi, ovvero economico, politico e culturale, perciò un minimo di sicurezza è necessario.

La precedente formazione di civiltà nei paesi islamici significa che essi erano in grado di produrre scienza, ricchezza e potere; in caso contrario non si sarebbe formata una civiltà. Anche la civilizzazione ha un immenso bisogno della presenza di sicurezza, una sicurezza basata su una scienza composta da proposizioni e teorie concernenti la stessa. Naturalmente fin quando non vi sono varie scienze religiose, filosofiche, gnostiche, ecc., non si formano teorie riguardo alla sicurezza e di conseguenza non si creano istituti, organi e strutture esecutive civilizzanti. Dopo questa spiegazione ci occupiamo della definizione di civiltà: fondamentalmente che cos’è la civiltà e che denominazioni ha?

La parola civiltà in lingua araba equivale a tamaddun la cui radice è mudun. Il significato di quest’ultima è l’approvazione del vivere in città, la propensione agli usi e all’etica cittadini, accettare l’ordine, la legge e gli altri aspetti sociali, collaborazione tra gli individui della società nelle varie questioni sociali, politiche, economiche, culturali, ecc.[1] Anche in un altro libro è stata data una simile definizione: “Propensione all’etica della gente cittadina e trasformare l’ignoranza protendendosi verso la vita cittadina e l’umanità”[2].

Will Durant, uno dei grandi storici americani, definendo la civiltà disse: “La civiltà nel suo significato generale è l’ordine sociale atto a promuovere la creazione della cultura. È costituita da quattro elementi: la previdenza sul piano economico, l’organizzazione politica, le tradizioni morali, la ricerca della conoscenza e delle arti. Essa incomincia là dove finiscono il caos e la insicurezza. Solo quando il timore è superato, la curiosità e la capacità creativa si liberano e l’uomo si fa influenzare dall’istinto che lo spinge in modo naturale alla conoscenza e al miglioramento della vita”[3].


I fattori che compongono la civiltà

Sulla formazione di una civiltà influiscono diversi fattori.

Scienza - La scienza è uno dei pilastri più importanti della civilizzazione; nell’Islam gode di grande importanza e nel Corano è stata assai raccomandata:

"قُلْ هَلْ یسْتَوِی الَّذِینَ یعْلَمُونَ وَ الَّذِینَ لا یعْلَمُون"

“Di': «Sono forse uguali coloro che sanno e coloro che non sanno?»”[4]. Anche negli hadìth si possono trovare molte raccomandazioni al riguardo. L’imam Alì (A) disse: “O gente! Sappiate che la religione è completa e corretta quando apprendete la scienza e applicate la vostra scienza. Sappiate che l’apprendimento della scienza è più importante dell’ottenere beni”[5].

Ordine - Ordine significa disposizione di ogni cosa nel posto appropriato, di modo che il coordinamento creatosi spinga un gruppo verso un obiettivo comune. Tutti i profeti, dal primo all’Ultimo dei Profeti (S), hanno spiegato molte regole individuali e sociali atte a creare l’ordine sociale. Regole che spiegano i doveri degli esseri umani verso se stessi, la famiglia, la società, i propri simili, l’ambiente in cui si vive e i governatori; anche la suddetta questione è molto importante nella civilizzazione.

Sicurezza - Ossia tranquillità e agio che si ottengono con: la presenza di un governo e di uno stato, le leggi e l’ordine; fintanto che questi fattori, ossia agio e tranquillità, non sono presenti, la civilizzazione non sarà possibile. I versetti del Corano in merito alla sicurezza economica dei propri beni e della vita, come quelli del qisas[6] e del furto, e i versetti in merito alla protezione dell’onore, della dignità e delle donne dei credenti, sono solide regole che garantiscono la sicurezza sociale.

Unità e collaborazione - Questi fattori hanno svolto un ruolo importante nel progresso delle civiltà, infatti se eliminassimo la collaborazione tra gli esseri umani, le società si sfalderebbero, tornando alla vita primitiva. La civiltà si forma laddove sia presente una società che rispetta le leggi, mentre la faziosità è un elemento della vita primitiva. Il Corano invita chiaramente all’unità, alla solidarietà e ad obbedire i governatori divini per raggiungere il progresso, vietando alla gente di disperdersi:

"وَ اعْتَصِمُوا بِحَبْلِ اللّهِ جَمِیعاً وَ لا تَفَرَّقُوا"

“... e aggrappatevi tutti insieme alla corda di Allah e non dividetevi tra voi …”[7]. [8]

Oltre a queste cause se ne possono citare anche altre, come il benessere parziale e l’approccio multirazziale, l’etica, la pazienza, ecc., che influiscono sulla formazione della civiltà. Considerando le cause sopraccitate si può dire che senza questi fattori non si può pensare a una civiltà; inoltre chi ha studiato un po’ riguardo all’Islam, saprà che la religione islamica, sia nel Corano che negli hadìth e nella prassi degli Infallibili (A), possiede diverse raccomandazioni in merito ai fattori civilizzanti; non si trova altra religione che ponga tale enfasi sui fattori citati.

“Con uno sguardo rapido alle fonti del pensiero islamico, ovvero il sacro Corano, il nobile Inviato (S) e i puri Imam (A), si può dedurre che Iddio e i Suoi Devoti, hanno sempre invitato non solo i credenti, ma anche i miscredenti e i politeisti, e financo i seguaci delle altre religioni, ad utilizzare l’intelletto, a tal punto che Iddio non solo biasima la fede pedissequa da parte dei credenti, bensì considera il monoteismo, ovvero la base della fede, frutto del ragionamento e della conoscenza”[9].

L’odierna civiltà globale è il risultato dello sforzo di diverse nazioni della terra nel corso della storia, tra cui spicca il ruolo dell’Islam nella formazione di questa nuova civiltà, poiché l’Islam, oltre ad aver prodotto scienza e tecnologia, le ha anche trasmesse all’Occidente. In via generale la trasmissione delle scienze  e della civiltà dall’Islam all’Occidente è avvenuta in tre modi:

  1. Il rapporto dei musulmani con i cristiani in Spagna, in Italia (Sicilia) e durante le crociate; la conoscenza con la cultura e la civiltà islamica in vari luoghi del mondo islamico e dei suoi confini con gli altri stati.
  2. La traduzione di libri arabi in lingue europee, durante l’epoca che viene ricordata come “movimento della traduzione dall’arabo al latino”, dal V al VII secolo AH.
  3. Insegnamento e utilizzo di libri arabi – che hanno scritto o tradotto i sapienti musulmani – nei centri scientifici.
  4. L’unione tra cristiani e musulmani attraverso il matrimonio e i rapporti sociali, l’imitazione del modo di vestirsi e degli usi e costumi dei musulmani da parte dei cristiani[10].

I musulmani, ispirati dagli elementi originali dell’Islam e sfruttando il patrimonio delle civiltà precedenti: Grecia, Egitto, Roma, Iran, India, Tigri ed Eufrate, Cina, ecc., hanno formato i primi pilastri della civiltà islamica e nelle epoche successive l’hanno espansa e completata in modo talmente serio da divenire la guida intellettuale delle nazioni per quasi otto secoli. In questo lungo periodo i musulmani avevano un doppio ruolo. Da una parte, trasferendo i preziosi resti delle civiltà precedenti nel mondo islamico, non solo li hanno salvati dalla distruzione e dall’abbandono, bensì tramite la traduzione, la correzione e il perfezionamento dei loro pensieri hanno completato molte delle scienze passate. Da un'altra parte sono riusciti a fondare alcune scienze nuove come la chimica sperimentale, la nuova fisica, l’algebra, la geometria, la geologia, la biologia, la sociologia e la storiosofia. Per esempio Jabir ibn Hayyan e Al-Razi rimossero la chimica dal suo significato obsoleto e teorico portandola in laboratorio. Ibn al-Haytham nel campo della fisica fu l’iniziatore dell’ottica moderna. Al-Kharazmi trattando per la prima volta l’algebra non ha solo perpetuato il proprio nome (da cui proviene “algoritmo”), bensì ha reso un grande servizio all’umanità. Ibn Khaldun ha esposto un nuovo metodo d’analisi degli argomenti storici e in realtà ha posto le basi della storia e della sociologia, questo dopo che la cultura e la civiltà islamiche avevano fatto sì che l’Europa e altre regioni ne fossero influenzate risvegliandole.[11]

Oltre agli esempi citati in precedenza, i musulmani hanno sviluppato varie e molteplici discipline o a volte sono stati loro stessi ad iniziarle; ciò ha esercitato un’influenza notevole sulla civiltà occidentale odierna. In particolar modo la medicina, che è una delle scienze in cui i musulmani hanno giocato un notevole ruolo sia nella sua origine sia nel suo avanzamento. L’oculistica, la chirurgia e la psicologia sono alcune branche della medicina, il cui progredimento è stato notevolmente influenzato dai musulmani; i testi dei sapienti musulmani in campo medico sono stati insegnati per centinaia di anni nelle università di medicina d’Europa. Essi traevano profitto dai testi di sapienti come Ibn Sina (Avicenna) per educare i propri medici, ed erano orgogliosi di questo medico musulmano.

Anche in scienze come la chimica e la fisica, la civiltà occidentale è debitrice verso quella islamica e ancora oggi alcuni personaggi come Jabir ibn Hayyan, Ibn al-Haytham, Al-Razi, ecc., sono ancora noti in questi campi.

È degno di menzione che molte delle cose che oggi vengono etichettate come parte della civiltà islamica, in realtà appartengono alla civiltà dei musulmani, che le hanno tratte dagli insegnamenti generali dell’Islam. Quindi a tutti questi casi in generale non si può dare un aspetto sacro in qualità di civiltà islamica.

 


[1] Vocabolario persiano Dehkhoda, Mo'in e 'Amid, voce “modon”.

[2] Farhangh-e abjadi arabi-farsi, pag. 258, radice “ma-da-na”.

[3] Will Durant, Storia della Civiltà, Il Mondo Antico, I Primordi, pag. 105 - Araba Fenice, Cuneo 1993.

[4] Sacro Corano, 39:9.

[5] Kulayni, Usul al-Kafi, vol. 1, capitolo primo, hadìth 4.

[6] Pena simile alla legge del taglione.

[7] Sacro Corano, 3:103.

[8] Articolo di Qolam Mohsen Moharrami, Naqsh-e anbya dar pishraft-e tamaddon-e bashariwww.tebyan­zn.ir.

[9] Ali Akbar Velayati, Puyayi-e Farhangh va Tamaddon-e Eslam va Iran, vol. 1, Markaz-e ciap va entesharat-e vezarat-e omur-e kharejeh, Teheran, 2003.

[10] Ivi, pag. 231.

[11] Zekrallah Mohammadi, Naqsh-e Farhangh va Tamaddon-e Eslami dar Bidari-e Gharb, Entesharat-e daneshgah-e beyn al-melali-e emam Khomeini, 1994.

 

 

 

 

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